claudia - 07-02-2004 |
Mille baci augurali! Grazie! Claudia F. |
Precarius - 07-02-2004 |
Infinite grazie a chi è riuscito a far nascere questo tavolo. Il perdurare dello stato di agitazione , soprattutto senza l’indizione dello sciopero da parte dei confederali, per gli iscritti, incomincia ad assumere la forma di un tradimento. Se ci sarà lo SCIOPERO GENERALE, dovrà essere per la Scuola, contro il Decreto legislativo, contro la Legge Delega n. 53! Se non arriverà presto una risposta in tal senso,in particolare dalla CGILScuola, lavoreremo giorno e notte, per aderire in massa allo SCIOPERO indetto dall’Unicobas e dai Cobas (forti della convinzione che altri soggetti rappresentativi della Scuola si aggregheranno all’astensione dal lavoro il 1 MARZO). Non è difficile intuire che da tale scenario, nell’arco di pochi giorni, deriverebbero assetti sindacali profondamente diversi dalle deleghe esistenti. Che intervenga la Segretaria Nazionale della Cgil. Con Epifani per evitare una simile possibilità! Che gli iscritti della CislScuola e della Uil Scuola si facciano sentire per indurre le presidenze nazionali a contribuire al comitato nazionale FERMIAMO LA MORATTI. I CONFEDERALI NON CI POSSONO ABBANDONARE IN QUESTO MOMENTO... LO SCIOPERO È LA PIÙ INCISIVA FORMA DI LOTTA CHE ABBIAMO A DISPOSIZIONE. DARÀ FORZA A TUTTE LE INIZIATIVE ED AI MOVIMENTI CHE CONTRASTANO LE DISPOSIZIONI DEL DECRETO ATTUATIVO. QUESTA VOLTA L’ISTANZA DEI LAVORATORI DEVE ESSERE CHIARA PER TUTTI : SI SCIOPERA PER DIFENDERE LA SCUOLA ESISTENTE DAL DISEGNO DI RIFORMA DEL MINISTRO MORATTI ! DEV’ESSERE UNA SCOMUNICA DEFINITIVA, INCONTROVERTIBILE. SENZA I CONFEDERALI SARÀ COME RESISTERE SULLE SABBIE MOBILI. |
Vittorio Delmoro - 08-02-2004 |
Chissà che un Comitato simile non possa fare da battistrada ad uno più grande ancora intitolato FERMIAMO BERLUSCONI e che, ad esempio in un bel sabato di maggio, costituisca lo striscione di testa di un corteo di tre milioni di persone a Roma, in vista delle elezioni, e dietro a cui si possa sfilare per una volta tutti insieme! |
Franco - 10-02-2004 |
Un grande sciopero? Direbbero che eravamo pochi o non direbbero nulla e andrebbero avanti con l'arroganza e la determinazione allo sfascio che li contraddistingue. Tanti grandi scioperi? Saremmo noi a non saperli sostenere. Che fare? Bisognerebbe inventare qualche forma di protesta nuova: eclatante, efficace, insostenibile per loro e facilmente sostenibile per noi. La mia proposta? Da perfezionare, ma sostanzialmente questa: dichiariamo a quel che resta della stampa libera di volere anticipare in tutte le scuole gli effetti della riforma Moratti. E così aumentiamo i tempi di sorveglianza degli alunni dieci minuti al giorno e riduciamo i tempi di docenza dieci minuti al giorno. Più cose da fare in meno tempo e tanto tempo in più per le libere scelte degli alunni! Si potrebbe anticipare in questo modo la riforma finché il governo ritira il decreto attutativo e il parlamento abroga la legge 53. |
Francesco Martino - 10-02-2004 |
Io credo che 1 sciopero non è sufficiente, ma 1 sciopero + altre manifestazioni fanno notizia. Ricordarsi che lo sciopero del 17 è andato così bene, che hanno proposto un disegno di legge per vietare la partecipazione dei bambini alle manifestazioni. Spesso ci scoraggiamo, ma le lotte hanno sempre effetti a lunga distanza, occorre forse determinazione e il tempo ci da ragione. |
Rosanna - 10-02-2004 |
Il miglior metodo di protesta è usare la stessa strategia del Ministro: la Pubblicità. Non possiamo permetterci di occupare spazi televisivi o radiofonici, né inviare opuscoli né agende, ....... ma possiamo stilare un documento informativo e puntuale su cosa e quanto offre questa riforma in meno rispetto a quanto si fa ora nella Scuola. Distribuirlo a tutte le famiglie dei bambini a partire da quelli che frequentano la scuola materna Un semplice documento che inizi così: Gentili Genitori vi informiamo che a causa della Riforma Moratti vostro figlio 1) vedrà ridursi l'orario di lezione a 27 ore settimanali 2) avrà solo un ora di inglese ( le altre due le potrà avere se il ministero pagherà gli insegnanti di lingua, altrimenti fategli vedere tanta bella televisione in inglese a casa ) 3) farà un'oretta di seconda lingua comunitaria 4) farà meno geografia e meno storia, ma tanti bei "laboratori" se ne avrà voglia..... di che decidete voi !!!!!! 5) ... 6) ... |
Né politico, né sindacalista, ma precaria della scuola - 12-02-2004 |
Ho letto il messaggio del 3 febbraio a firma Precarius dal titolo “Insistiamo” e mi ritrovo pienamente in quello che scrive. Mi sarei aspettata numerose repliche ad esso, ma così non è stato. Eppure questo di fuoriregistro dovrebbe essere terreno d’elezione per i contenuti trattati in quel messaggio ed nel thead in cui sto scrivendo. Fuoriregistro è spazio virtuale frequentato da insegnanti, politici e sindacalisti della scuola. Forse la questione “sciopero” non è attuale? Non è importante? Non si riferisce a qualcosa da affrontare in un tempo brevissimo? Ovviamente nulla di tutto ciò. Il messaggio riguarda un fatto preciso che concretamente precarius invita ad affrontare. Opportunamente e realisticamente, a mio avviso. Concordo sul fatto che la categoria cui apparteniamo sia inaffidabile sul piano della “tenuta”, ma è comunque parte in causa, e quindi più facilmente aggregabile di quanto si possa pensare. Niente polemica nel messaggio di Precarius!….polemica che potrebbe suscitare contrapposizioni inutili ed insignificanti se accostati ai gravi problemi che la riforma Moratti comporta per la Scuola pubblica. Richiami alle responsabilità disattese, quelli sì!, ma solo come spunti di riflessione per chi, oggi, si dichiara contro questa riforma. Da più parti sindacali si continua ad affermare la necessità del coinvolgimento della società civile. Ma di quale società civile stiamo parlando? E’ una collettività che ormai da molti mesi è impegnata ad affermare, con i mezzi che ha……e che non sono molti, con soggetti che non sono insegnanti, politici o sindacalisti, il rigetto totale per questa riforma. Un disegno di “ricostruzione” dei principi formativi che evidentemente spaventa…Una involuzione che impoverisce la Scuola pubblica di risorse economiche, umane e soprattutto culturali. Questo movimento in difesa della scuola fondata sui valori costituzionali non ce la fa più; il peso che ha sostenuto, anche economico, comincia ad essere troppo gravoso per la vastità delle dimensioni su cui l’azione di tutela sta operando. Ma non si fermano, continuano con determinazione a non voler mollare nella lotta. C’è da imparare, colleghi. E non dimentichiamo mai che alle manifestazioni di Roma e di Bologna erano presenti soprattutto genitori e bambini. Da chi si attende, allora, la partecipazione? I mezzi d’informazione non ci accompagnano, ma le associazioni sindacali e gli insegnanti possiedono il massimo possibile, in questo momento, della forza per guidare la protesta…… avrebbero una pesantissima responsabilità nel non usarla fino in fondo! Qui non si sta trattando di un contratto. Si sta trattando della Scuola. I sindacati nelle piazze e gli insegnanti nelle scuole ed insieme nelle piazze e nelle scuole. Perché un intervento frammentario da parte sindacale? L’azione, anche da parte nostra, deve essere continua ed unitaria. Sarà indice di debolezza uno sciopero indetto solo dai Cobas, dall’Unicobas e dalla Cub-scuola? Non so dirlo, forse potrà verificarsi il contrario questa volta? In ogni caso la debolezza non sarà dei sindacati che hanno indetto la giornata di astensione, ma riguarderà l’intera Scuola pubblica. Peggio ancora sarebbe un ulteriore sciopero indetto a 10 giorni di distanza dal precedente, da parte dei Confederali e dallo Snals, e la debolezza risulterebbe ancora una volta come un cedimento nella struttura della Scuola pubblica. Se la proposta è una, UNIVOCA deve essere la risposta. A meno che essa, UNA non lo sia, e allora occorrerebbe essere più espliciti negli intenti che si perseguono. E a meno che non ci si aspetti dagli insegnanti, che non brillano in tenacia e disponibilità di moneta, la partecipazione continuata e massiccia inserita in un contesto confusionario e disorientante delle proposte sindacali…. Non prendiamoci in giro, l’unica strada di credibilità per i Confederali, nell’opposizione alla Riforma Moratti, passa attraverso l’apertura ad un progetto comune e partecipato. Sembra una pagina cattiva del teatro dell’assurdo. Il Comitato fermiamo la Moratti è stato formato, cosa aspettano gli altri sindacati che hanno partecipato alla manifestazione del 17 gennaio a parteciparvi? E quelli che già si sono seduti ad un tavolo perché non si lanciano in una totale adesione allo sciopero del 01 Marzo? |